Il programma di con-vivere prevede sette eventi serali principali per offrire un percorso ricco e variegato che, attraversando più generi musicali e spettacoli di parola, soddisferà i gusti di pubblici differenti.

Giovedì 11 settembre in piazza Alberica inaugurerà le serate del festival lo spettacolo di Giovanni Storti e Stefano Mancuso, “Alberi. Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere”, realizzato con il contributo di Bper Banca.

Venerdì 12 settembre la serata presenterà una doppia proposta, lo spettacolo di Roberto Saviano “L’amore non muore mai” in piazza Alberica alle ore 21.00, e “Jim Morrison. Fantasie di un Poeta Rock” con Ezio Guaitamacchi, Brunella Boschetti, Andrea Mirò e Davide Van De Sfroos in Corso Rosselli alle 22.30. Uno spettacolo di racconti, suoni e visioni a 60 anni dalla nascita dei Doors. “Se le porte della percezione fossero aperte e ripulite, agli uomini le cose apparirebbero come sono. E cioè, infinite”: così parlava William Blake, poeta inglese del 1800 e così lo citava Jim Morrison, poeta rock americano del ventesimo secolo, nell’estate del 1965 quando insieme a Ray Manzarek decise di formare un gruppo rock il cui nome si ispirava proprio a quelle “Doors of perception” evocate da William Blake. Insieme ai Doors, Morrison ha dato vita a una delle più fantastiche storie rock, una parabola artistica durata poco più di sei anni ma che ha lasciato una traccia indelebile nei cuori e nelle menti degli appassionati.

Sabato 13 settembre la doppia proposta serale vedrà protagonisti Edoardo Prati in “Come è profondo il mare” (evento con il contributo di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale) alle 21.30 al Teatro Animosi. Alle 22.30 in piazza Alberica si ballerà con i Casinò Royale in “Fumo”: un racconto sonoro dove le parole descrivono gli scenari attuali, raccontando scontri, dualismi esasperati, ansie, pericoli e relazioni tra singoli e gruppi. Fermarsi, osservare, riflettere e capire come agire e battersi per un cambiamento, uscendo dalla nebbia che rende questo universo dei singoli cieco ed intossicato dal “fumo” che ci circonda. È dal loro primo lavoro in italiano nel 1993 che la band milanese, una delle più longeve della scena italiana, prevede in un certo senso l’avverarsi di una deriva peggiorativa per questo sistema e questa società occidentale. In questo lavoro si torna a fare i conti con la storia attuale con questo clima pre-apocalittico e lo si fa lavorando artisticamente in maniera collettiva a più mani e con più teste.

Domenica 14 settembre il festival chiuderà con l’ormai consueto appuntamento con la lirica alle 20.30 e lo spettacolo finale alle 21.45 in Piazza Alberica con la musica di Eugenio Bennato & Taranta power.Eugenio Bennato è uno dei fondatori, negli anni settanta, della Nuova Compagnia di Canto Popolare, la famosa compagnia musicale che si ispirava ai cantori del sud. Nel 1998 fonda il movimento Taranta Power, in cui chiama a raccolta i grandi maestri della musica etnica delle varie regioni del sud. Il movimento, che conquista immediatamente decine di migliaia di giovani, parte dalla pubblicazione di due LP diventati storici, e vede i grandi maestri depositari dello stile popolare, per la prima volta, entrare in una sala discografica professionale. Nel 2002 esce l’album “Che il Mediterraneo sia”, in cui risuona il millenario ritmo della taranta. Nel 2007 esce l’album “Sponda sud”, interamente composto da brani inediti, pubblicato dall’omonima label Sponda Sud. L’ultimo lavoro di Bennato si intitola “Vento popolare”.

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