Gli incontri di parola di con-vivere 2025 indagheranno, attraverso conferenze e dialoghi a due voci, gli “ingredienti” necessari a costruire e salvaguardare la dimensione plurale. Se il “con-vivere” è costitutivo della condizione umana, il “con-vivere-bene” rappresenta l’obiettivo verso cui ogni comunità tende: questo il filo conduttore.

Ad aprire gli incontri, l’11 settembre, sarà la curatrice scientifica Luigina Mortari con “Singolare e plurale: l’essenza dell’esserci”, perché il vivere assieme ha come dato costitutivo originario la qualità ontologica della pluralità.

Luigina Mortari

Le conferenze, i dialoghi e gli spettacoli di parola che si alterneranno nelle varie giornate svilupperanno quattro piste tematiche principali:

1.   le azioni e i fattori cognitivi, etici ed affettivi necessari per costruire la dimensione plurale;

2.   come educare alla pluralità le nuove generazioni;

3.   identità e differenze e l’agire politico capace di tutelarli;

4.   biodiversità e sfera artificiale alla prova dello sviluppo scientifico e tecnologico.

Quali azioni e fattori – cognitivi, etici ed affettivi – sono necessari per costruire la dimensione plurale, salvaguardando la singolarità nella pluralità per edificare una comunità? Su questo rifletterà il filosofo Roberto Esposito a partire dal concetto stesso di “comunità”, che, se per alcuni richiama l’identità di un gruppo omogeneo, secondo il significato originario del munus può essere invece inteso come donazione reciproca tra soggetti differenti, per non soffocare il carattere plurale della comunità.

La filosofa Maura Gancitano si soffermerà su “L’educazione sentimentale”: educare ai sentimenti significa imparare a riconoscere ciò che ci muove – pulsioni, emozioni, desideri – e come questi elementi plasmano i nostri legami; in un mondo plurale, fatto di differenze e connessioni, educarsi sentimentalmente vuol dire anche imparare a stare nell’altro, a riconoscerne l’alterità senza volerla annullare.

La filosofa Laura Boella parlerà di pratiche empatiche per vivere in un mondo danneggiato, pratiche che rappresentano una risposta creativa al bisogno diffuso di contribuire a un mondo migliore.

Anche la gentilezza può costituire un importante collante: Daniel Lumera, docente e riferimento internazionale nell’area del benessere e della qualità della vita, rifletterà su quanto serva la gentilezza: verso ciò che siamo stati, verso le parti di noi che fanno fatica a mollare la presa; verso le ferite che non guariscono a comando, verso ciò che non possiamo più controllare; solo abbracciando il cambiamento, possiamo fare spazio al nuovo, al silenzio, alla possibilità.

Per abitare davvero le relazioni, occorre anche partire da sé stessi, avendo cura del proprio spazio interiore: su questo interverrà la filosofa Laura Campanello.

Il dialogo costituisce un elemento fondamentale per costruire relazioni nella pluralità. Il filosofo Silvano Petrosino, riprendendo le parole di Paul Ricoeur, ne sottolineerà il “paradosso”: la comunicazione è una trasgressione, nel senso proprio del superamento di un limite, o meglio di una distanza in un certo senso insuperabile.

Educare alla pluralità le nuove generazioni è la seconda pista tematica. Eraldo Affinati, scrittore e insegnate, fondatore della scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti, si interrogherà su cosa significa educare al tempo della rivoluzione digitale: dalla Città dei Ragazzi a Don Lorenzo Milani, verrà tracciata la storia di una doppia vocazione pedagogica e letteraria.

Guardando in particolare agli adolescenti, lo psicologo Matteo Lancini attraverso esempi concreti, storie personali e riflessioni incisive, ci offrirà gli strumenti per superare l’urgenza del fare e per imparare finalmente a stare nella relazione, aiutando i ragazzi a non sentirsi più soli in mezzo agli altri, ma compresi e sostenuti attraverso l’ascolto e una presenza empatica.

Edoardo Prati

La letteratura, in quanto spazio simbolico e specchio dell’umano, rappresenta una fonte inesauribile di modelli e dinamiche relazionali con cui confrontarsi. Sarà lo sguardo giovane ed innovativo di Edoardo Prati, nello spettacolo “Com’è profondo il mare” (evento in collaborazione con Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale), a portarci in un viaggio di scoperta attraverso i versi più evocativi della letteratura; storie di mare, di sogni, dove il viaggio diventa occasione di scoperta di sé. Partendo dai meravigliosi versi di Omero, fino alla poesia contemporanea, “Come è profondo il mare” ci accompagnerà oltre i nostri confini, in quella dimensione in cui, per conoscersi, sia legittimo anche naufragare… Edoardo Prati è un giovane appassionato di studi classici che ha trovato sui social un modo innovativo e dinamico per condividere la sua passione. Dall’antica Grecia a Roma, fino ai grandi pensatori moderni, Edoardo Prati offre ai suoi followers inediti spunti di riflessione collegando epoche diverse svelando l’inaspettata attualità del pensiero antico.

La dimensione plurale – ci addentriamo nella terza pista tematica – dà conto delle numerose identità che popolano la sfera sociale, identità intese a loro volta non monolitiche ma anch’esse plurali; il plurale si esplica poi nelle molteplici reti di relazioni che definiscono il vivere assieme e che rendono necessario l’agire politico inteso come “cura degli esseri umani non singolarmente ma collettivamente” (Platone, Politico 275d).

La pluralità – culturale, identitaria, religiosa – va conosciuta, indagata e affrontata. Di più: il conflitto non va temuto. Va riconosciuto, accettato, governato. Al di là dello schierarsi pro o contro, del sostenere l’una o l’altra posizione politica sul tema dell’accoglienza o della cittadinanza, quali sono le implicazioni delle migrazioni e della mobilità umana? Qual è l’orizzonte verso il quale stiamo andando? Queste le domande a cui risponderà il sociologo Stefano Allievi.

È il momento di scrivere la storia del mondo nuovo che abitiamo, che non è né Occidente né Oriente. Lo si potrebbe chiamare Occiriente, come ci propone Renata Pepicelli (docente di Studi islamici all’Università di Pisa) perché l’uno è dentro l’altro. Uno spazio in cui persone, religioni e lingue plurali convivono nello stesso luogo, e le culture si rifondano e ricuciono insieme. Dove finisce l’Oriente e inizia l’Occidente?

Gran parte della partita politico-culturale della contemporaneità si gioca sul linguaggio, divenuto responsabile del cosiddetto caos cognitivo, per come è usato pubblicamente. Anche il lemma donna è sottoposto a turbolenze che rendono ardua la comprensione dei significati che raccoglie. Annarosa Buttarelli, direttrice scientifica della fondazione Scuola alta formazione Donne di Governo, evidenzierà come il punto di vista filosofico della differenza sessuale sia il più efficace nel riportare ordine nel caos comunicativo.

La chiave di volta delle questioni sociali e politiche si gioca però attorno a un “ingrediente” fondamentale: quello della partecipazione affrontato dalla professoressa Giovanna Pizzanelli.

Roberto Saviano

Proseguendo sul tema del collegamento fra società e politica, Roberto Saviano nello spettacolo “L’amore non muore mai”, ci racconterà la storia di Rossella Casini, poco più che ventenne nella Firenze degli anni ‘70 e il suo amore per Francesco, uno studente calabrese fuori sede, la cui famiglia è legata a una potente ’ndrina della Piana di Gioia Tauro. Durante una vacanza a Palmi, assiste allo scoppio di una faida: un vortice di violenza che travolge tutto e tutti, dal quale Rossella sceglie di non scappare, almeno non senza Francesco. È convinta che il loro amore sia così potente da fermare la mattanza, anche se purtroppo così non sarà.

Come costruire la propria identità plurale? Plurale nell’apertura all’altro, ma anche nell’accogliere le molte sfaccettature e dimensioni che ci caratterizzano.

Josephine Yole Signorelli meglio conosciuta come Fumettibrutti racconterà se stessa e la sua storia: farsi a pezzi, per raccontare la propria integrità. Una costruzione e ricostruzione, intima e pubblica, personale e politica.

Per secoli, la storia dell’arte è stata narrata da una prospettiva maschile, sminuendo o escludendo il contributo delle artiste, nonostante il loro impatto rivoluzionario. Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani nella conferenza spettacolo “Perfette sconosciute” ne riscopre i nomi e le opere: da Properzia de’ Rossi, scultrice rinascimentale, alle impressioniste dimenticate come Marie Bracquemond; da Angelica Kauffman, celebrata nelle corti del Settecento, alle avanguardiste visionarie come Hilma af Klint; da Dora Maar e Lee Krasner, troppo spesso confinate al ruolo di “muse” dei loro compagni Picasso e Pollock, fino a Marina Abramović, pioniera della performance art che ha ridefinito il concetto stesso di corpo e resistenza.

Il percorso alla scoperta di pluralità, identità e differenza verrà sviluppato anche attraverso un nuovo “format” introdotto in questa edizione per gli incontri di parola, quello della “conversazione” dove il relatore e il pubblico saranno coinvolti in un confronto più dinamico e interattivo su argomenti che hanno anche un risvolto pratico.

La pedagogista Mara Durante in “L’altro è l’Altrove” accompagnerà il pubblico alla riflessione sull’importanza della lettura fin da piccoli: attraverso i libri incontriamo storie che sono i luoghi degli infiniti possibili permettendoci di vivere le mille vite che non vivremo. Entriamo nei panni dei personaggi raccontati o rappresentati rimpicciolendo il nostro io per poter accoglierli, per impastare la nostra identità rendendola un “io, siamo”.

Il fumettista Marco Gervasio, nella conversazione “I mille mondi di Topolino”, ci farà scoprire attraverso i suoi disegni le plurali e inesauribili trasformazioni di personaggi iconici per grandi e piccini.

Un’attenzione particolare, come sempre, sarà poi rivolta alle questioni sollevate dallo sviluppo scientifico e tecnologico. Con la quarta pista tematica, emergerà come, oggi più di ieri, “l’altro” di cui avere cura sia il pianeta su cui di fatto costruiamo il nostro vivere assieme.  Quale agire etico ci consentirà di mantenere il nostro essere nel mondo? Umberto Galimberti proporrà l’etica del viandante come alternativa all’etica antropologica del dominio della Terra, denunciando il nostro modello di civiltà e mettendo in evidenza che la sua diffusione in tutto il pianeta equivale alla fine della biosfera. L’umanesimo del dominio è un umanesimo senza futuro. Il viandante percorre invece la terra senza possederla, perché sa che la vita appartiene alla natura.

Lo spettacolo di Giovanni Storti e Stefano Mancuso, “Alberi. Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere”, realizzato con il contributo di Bper Banca, unendo scienza e intrattenimento ci svelerà i misteri del mondo vegetale attraverso un viaggio appassionante e sorprendente. In scena, Giovanni Storti assume il ruolo di un curioso viaggiatore accompagnato dal professor Stefano Mancuso, la sua guida sapiente e illuminata. La narrazione si snoda attraverso tre momenti diversi che riflettono le parti della pianta: radici, fusto e chioma. Grazie alla regia visionaria e poetica di Arturo Brachetti, la narrazione diventa magia e il pubblico viene coinvolto in un’atmosfera di grande suggestione. Alternando comicità̀ e momenti di riflessione, lo spettacolo sensibilizza il pubblico sulla cruciale importanza del mondo vegetale per la vita sulla Terra, dimostrando come arte e scienza possono dialogare per generare consapevolezza e ispirare il cambiamento.

Il filosofo Maurizio Ferraris si confronterà invece con l’intelligenza artificiale: che cosa manca al burattino per diventare un bambino? Che cos’abbiamo noi che l’intelligenza artificiale non possieda? A credere a quel che si legge, niente: i computer pensano, e meglio di noi, tanto è vero che ci portano via il lavoro. Ma a rifletterci un poco, le differenze ci sono eccome.

A cura di Nausicaa Spa sarà anche quest’anno uno spazio di riflessione su come, attraverso l’educazione, l’informazione e la partecipazione, sia possibile generare reti di supporto e prossimità che parlino al plurale: legami che curano, proteggono, orientano.

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