La seconda giornata con-vivere Carrara Festival, venerdì 12 settembre, presenta un ricco programma di incontri ed eventi. Alle 17 in Corso Rosselli, Renata Pepicelli dialoga con Simona Maggiorelli sul tema Né Oriente né Occidente. Vivere in un mondo nuovo. È il momento di scrivere la storia del mondo nuovo che abitiamo, che non è né Occidente né Oriente. Lo si potrebbe chiamare Occiriente, come ci propone Renata Pepicelli (docente di Studi islamici all’Università di Pisa) perché l’uno è dentro l’altro. Uno spazio in cui persone, religioni e lingue plurali convivono nello stesso luogo, e le culture si rifondano e ricuciono insieme. Dove finisce l’Oriente e inizia l’Occidente?
Alle 18, Cortile Istituto Figlie di Gesù, conversazione con Mara Durante, L’altro è l’Altrove Incontrare le differenze, immaginare altri mondi possibili. Presenta Vinicia Tesconi. Le storie sono i luoghi degli infiniti possibili che ci permettono di vivere le mille vite che non vivremo. Siamo tutte le storie che abbiamo incontrato, letto, intrecciato con l’altro da noi. Storie che rappresentano lo scrigno al quale attingere parole, gesti e repertori umani possibili per impastare la nostra identità rendendola, un “io, siamo”.
Alle 18.30, Palazzo Binelli, conferenza con Laura Boella, Coralli e uncinetto. Le pratiche empatiche per vivere in un mondo danneggiato. Presenta Elena Scebba. L’arte di vivere nel mondo danneggiato è stata proposta da autrici di diverse provenienze, esponenti del femminismo, scrittrici di fantascienza, filosofe, biologhe, studiose di fisica (Donna Haraway, Hannah Tsing, Karen Barad, Jane Bennet, Ursula le Guin) per contrastare le narrazioni apocalittiche e ansiogene della “fine dell’umanità”. Le pratiche empatiche rappresentano una risposta creativa al bisogno diffuso di contribuire a un mondo migliore.

Alle 19.00, Corso Rosselli, conferenza con Daniel Lumera, Ti lascio andare Insegnamenti ed esperienze per Vivere Leggeri. Presenta Ilaria Borghini. In un tempo che ci spinge ad accumulare, oggetti, relazioni, aspettative, doveri– imparare a lasciar andare è un atto rivoluzionario. Ma non basta il distacco: serve un gesto ancora più raro, potente e trasformativo. Serve gentilezza. Scopriremo come, solo abbracciando con gentilezza il cambiamento, possiamo fare spazio al nuovo, al silenzio, alla possibilità.
Alle 19.30 Accademia di Belle Arti, conferenza di Annarosa Buttarelli, Il pensiero differente delle donne. Orizzonte sostenibile nella contemporaneità. Presenta Marta Matteini. Gran parte della partita politico culturale della contemporaneità si gioca sul linguaggio, divenuto responsabile del cosiddetto caos cognitivo, per come è usato pubblicamente. Anche il lemma donna è sottoposto a turbolenze che rendono ardua la comprensione dei significati che raccoglie. Tra biologico e battaglie di genere, il punto di vista filosofico della differenza sessuale è il più efficace nel riportare ordine nel caos comunicativo.
Venerdì 12 settembre la serata presenterà una doppia proposta: in piazza Alberica alle 21, la conferenza di Roberto Saviano “L’amore non muore mai”, tratto dall’omonimo libro, uscito a maggio 2025 per Einaudi, un viaggio attraverso una storia vera che non deve essere dimenticata. Rossella Casini è una giovane studentessa fiorentina che si innamora di Francesco, uno studente fuori sede legato a una famiglia ‘ndranghetista, un dettaglio che lei ignora. Quando scopre la verità, è certa di poterlo salvare da un destino già scritto. Crede che l’amore possa essere la forza capace di cambiare tutto. Ma questa fede incrollabile si scontra con una realtà più feroce di quanto avesse mai immaginato. Rossella, scomparsa a Palmi il 22 febbraio del 1981, è stata riconosciuta come vittima di ‘ndrangheta anche se il suo corpo non è mai stato ritrovato. “Racconterò la storia d’amore più drammatica e potente in cui mi sia imbattuto – spiega Roberto Saviano -. Una storia che raccoglie tutti i colori dell’umano sentire: l’ingenuità e lo slancio, la devozione e l’ossessione, l’amicizia, il desiderio, il coraggio, la delusione, il fraintendimento, il tradimento e la tragedia. Eppure, la certezza che proprio nell’amare risieda l’unica possibilità di verità e di senso non viene mai meno. L’amore non muore.”
Alle 22,30, in Corso Rosselli, “Jim Morrison. Fantasie di un Poeta Rock” con Ezio Guaitamacchi, narrazione, chitarre, ukulele, mandolino, autoharp, Brunella Boschetti, voce, Andrea Mirò, voce, pianoforte, chitarra, special guest, Davide Van De Sfroos. Uno spettacolo di racconti, suoni e visioni a sessanta anni dalla nascita dei Doors assieme ai quali Morrison ha dato vita a una delle più fantastiche storie rock. Una parabola artistica durata poco più di sei anni ma che ha lasciato una traccia indelebile nei cuori e nelle menti degli appassionati. Tra racconti gustosi e aneddoti curiosi, arricchiti da proiezioni di immagini e filmati storici, Guaitamacchi illustra alcuni momenti fondamentali della breve vita di James Douglas Morrison tratteggiandone un ritratto originale che pone l’accento sul Jim “poeta”, sui suoi sogni, le sue fantasie e i suoi amori, ma anche sulle sue ansie, i suoi incubi e le sue paure. Uno spettacolo impreziosito da una dozzina di brani dei Doors, di Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jefferson Airplane rivisitati in chiave acustica e originale.
Per lo spazio bambini e laboratori, alle 17, in piazza Gramsci, Esploratori del cielo, a cura di Chiara Gistri. Per bambini da 5 anni in su. Durante il laboratorio i partecipanti saranno guidati attraverso la scoperta del proprio corpo in relazione al corpo dell’uccello, sperimentando una divertente metamorfosi prima individuale e poi collettiva. Tramite il gioco e il “far finta che” ci addentreremo poi con i nostri nuovi corpi di volatili all’interno di un viaggio di gruppo connesso al testo de La Conferenza degli Uccelli di Attar, un romanzo di formazione che ispirerà l’esplorazione del cielo come veri e propri uccelli viaggiatori, addentrandoci negli ostacoli e nelle bellezze che i cieli sopra le valli ci regaleranno. Lavoreremo attraverso il gioco sulla trasformazione del corpo e su un’impresa di gruppo nella quale l’ascolto dell’altro diventa essenziale. Porta un disegno/fotografia del tuo volatile preferito, animale guida del nostro viaggio.
Alle 18, Palco della Musica, Come piccoli giaguari, conversare insieme sull’esperienza dell’amicizia, a cura di Marco Ubbiali, Università di Verona. Per bambini da 5 anni in su. Alla scuola della foresta tanti piccoli giaguari imparano la scienza delle piante e a essere amici, costruendo una piccola comunità in cui sostenersi, aiutarsi e apprendere insieme. È con una favola, dal finale aperto, che si apre il laboratorio riflessivo che, attraverso una conversazione ispirata al modello dell’antico filosofo Socrate, accompagna i bambini e le bambine a riflettere sull’esperienza dell’amicizia e dà loro voce, ascoltandoli in profondità, convinti che i piccoli sappiano dare origine a pensieri grandi. Alle 18.30 e 19.30, in piazza Gramsci, Come non mangiarsi il pianeta. Cibo e clima, a cura di Saperecoop, progetto educativo di Unicoop Etruria. Per bambini da 5 anni in su. Come possiamo compiere azioni positive per la nostra salute e per quella del pianeta? Come possiamo essere protagonisti di processi di adattamento e rigenerazione in un mondo che cambia, insieme alle nostre comunità? Attraverso attività ludiche (carte gioco, interviste e power walk) accompagneremo i ragazzi a prendere coscienza delle tante connessioni e dei molteplici legami che ci sono tra stili alimentari differenti, scelte di consumo, modalità di produzione del cibo, emissione di gas serra ed il processo dei cambiamenti climatici in atto. Una vera e propria chiamata all’azione in aiuto del pianeta! Un cambiamento che riguarda tutti. Per questo è importante agire insieme.
Continua a Palazzo Binelli la mostra Micorrize Urbane. Trame invisibili dell’autenticità umana, a cura di Street Levels Gallery.