Si è parlato anche di una patologia come l’endometriosi e la relativa risposta che può arrivare dalle farmacie comunali, nell’incontro di Nausicaa che si è svolto domenica sera, nell’ambito del Festival Con-Vivere di Carrara, intitolato “Legami che curano: informare, educare e partecipare”.
Il dibattito è stato dedicato al rapporto fra salute, educazione e servizi di prossimità. Un appuntamento che ha intrecciato riflessioni teoriche, esperienze professionali e testimonianze concrete, mettendo al centro i legami come fattore di benessere. Dopo i saluti istituzionali della vicesindaca Roberta Crudeli, il dibattito ha toccato il ruolo dei medici di famiglia, la sinergia con le farmacie comunali e i progetti Asl sull’aderenza terapeutica per i pazienti affetti da diabete e da patologie respiratorie croniche. Il medico e coordinatore Gianluca Sassi ha illustrato l’evoluzione della medicina territoriale, mentre Marina Vincenti e Benedetta Pinarelli hanno descritto le farmacie come veri front office sanitari, capaci di unire ascolto, prevenzione e indirizzo ai percorsi di cura.
È stata ricordata l’esperienza di “Occhio al Neo”, “Occhio alla Vista”, “Carrara Cardio Protetta” e “Occhio al Bambino”, iniziative che hanno portato screening e formazione in città. Da un recente convegno estivo sull’endometriosi è nato inoltre un progetto dedicato alle donne, con Barbara Oligeri che ha posto l’accento su una malattia cronica diffusa ma spesso diagnosticata in ritardo, indicando nella farmacia un presidio di ascolto e di orientamento precoce.
L’incontro ha anche offerto momenti pratici: screening gratuiti per la fibrillazione atriale, dimostrazioni di primo soccorso, uso del defibrillatore e manovre di disostruzione pediatrica curate da Pubblica Assistenza Carrara e MG Sicurezza. La parte sociale è stata arricchita dalle riflessioni educative di Riccardo Andolcetti, Martina Basteri ed Emiliano Ricciarelli, professionisti di Nausicaa dedicati al mondo dell’educazione e del sociale: dallo smarrimento degli adolescenti Hikikomori alle sfide interculturali delle scuole, fino alla necessità di ricostruire presenze educative solide in una società liquida.