Non serve un blocco perfetto per creare bellezza. Per Elias Naman bastano frammenti di marmo, di storie, di vita. Nelle sue mani, ciò che resta diventa ciò che resiste: un volto che affiora, un’emozione che trova forma, un’anima che si ricompone. È questo il dialogo silenzioso tra l’artista e Carrara, città che da sempre ispira chi sa ascoltare la voce della materia. Qui, dove il marmo parla e gli artisti rispondono, Elias continua una tradizione antica, trasformando i frammenti in nuova armonia. Questa la sua intervista per Visita Carrara.
Articoli correlati
- Legami: Ties That Bind. La personale di Mikayel Ohanjanyan al mudaC
- Supertoscana: c’è anche il mudaC nel progetto di residenza artistica e di ricerca
- Legami: Ties That Bind. GUARDA LE IMMAGINI
- Artisti: l’intervista di Silvia Scaringella per Visita Carrara
- Da Torano 15 metri di pizzi e ricami per la mantella di Sant’Agata
Articoli recenti
- White Marble Marathon: tutte le modifiche alla viabilità
- Maschere, laboratori e mascotte: due giorni di Carnevale in piazza Gramsci e via Roma
- Al via al Ridotto degli Animosi gli incontri ‘Vox in corpore’
- Torna la White Marble Marathon: il litorale apuano si prepara a correre
- San Valentino tra le nuvole: da mezzanotte scatta l’allerta gialla