“Yoga in Oncologia” è un’iniziativa che vede la stretta collaborazione tra la struttura complessa di Oncologia e l’associazione “Una mano per l’oncologia”, segna un passo avanti decisivo nel percorso delle terapie integrate a supporto dei pazienti.

«Veniamo da un cammino lungo, a volte non subito compreso, come accadde per la musica in corsia – dice il direttore dell’ospedale, Giuliano Biselli -. Oggi i benefici sono evidenti: lo yoga è una vera terapia che permette di affrontare il percorso oncologico in un clima più rilassato. Siamo un ospedale innovatore: ridurre il peso emotivo del malato è fondamentale per l’efficacia delle cure».

«Proprio la settimana scorsa a Bologna abbiamo presentato la nostra esperienza – aggiunge Andrea Mambrini, direttore dell’Oncologia di Massa Carrara e presidente dell’associazione “Una mano per l’oncologia” -. Musica, supporto psicologico, carbossiterapia e tutte le attività in essere – ora anche lo yoga – che aiutano i pazienti a tollerare meglio le terapie e a far sentire la persona al centro di un gruppo. Grazie alla nostra associazione, offriamo sessioni professionali una volta a settimana direttamente in struttura».

Mambrini ha inoltre annunciato che dal 27 maggio partirà un ulteriore servizio donato dall’associazione: uno sportello legale gratuito con l’avvocato Alessandro Caleo (cadenza mensile). L’efficacia del progetto è supportata da un approccio rigoroso. Maurizio Lucchesi, medico della struttura di Oncologia apuana, ha infatti spiegato che l’attività è oggetto di un monitoraggio con strumenti validati a livello internazionale per valutare l’impatto reale sulla qualità della vita e sull’aderenza alle terapie.

Anche Sara Mussi dell’associazione “Una mano per l’oncologia”  rassicura sulla natura del progetto: «Tutto ciò che viene proposto in ospedale ha solide basi scientifiche; vedere il medico impegnato in queste attività non deve disorientare, ma rassicurare»

L’insegnante di yoga, Silvia Tagliagambe, spiega invece come: «Lavoriamo su corpo e mente attraverso il respiro, che funge da ponte. Quando il corpo si muove correttamente, il respiro fluisce e la mente si calma spontaneamente». Il corso, giunto alla settima di dodici lezioni, coinvolge gruppi di circa dieci persone.

Significative le testimonianze di alcuni pazienti: «Dal 2023 – ha detto Manuela Colombini – non riuscivo a equilibrare il mio respiro, ora ci sono riuscita. Per me yoga e psicoterapia sono fondamentali: ormai sono ‘yoga-dipendente’». «Il nostro corpo – ha aggiunto Giuseppe Pagano – sa fare tantissimo se aiutato dal respiro e dal movimento. Spero che l’esperienza di Massa faccia da faro per tutti gli ospedali d’Italia». L’associazione “Una mano per l’oncologia”, rappresentata anche dal tesoriere Massimo Orlandi e dal consigliere Roberto Ferrari, ha confermato il massimo impegno nel reperire i finanziamenti necessari per garantire la continuità di queste attività gratuite per i pazienti.

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