Si è tenuta  a Lucca al “Polo Tecnologico Lucchese”, la presentazione del Rapporto Economia 2026 della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Studi e Ricerche (ISR). L’appuntamento annuale ha offerto una lettura aggiornata delle dinamiche economiche delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa, collocandole all’interno di un quadro internazionale ancora caratterizzato da forte instabilità geopolitica, turbolenze commerciali e crescenti incertezze finanziarie.

L’evento, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini e del Sindaco di Lucca Mario Pardini, è entrato nel vivo con l’analisi dei dati economici presentati da Massimo Marcesini, Ricercatore dell’Istituto di Studi e Ricerche.

Il bilancio del 2025 traccia un quadro economico nel complesso debole per l’area della Toscana Nord-Ovest, all’interno di un contesto locale caratterizzato da diffusa prudenza: la crescita più sostenuta si registra nella provincia di Massa-Carrara (+0,7% il PIL), mentre Lucca (+0,3%) e Pisa (+0,2%) registrano un andamento più contenuto. Al di là di un commercio estero sostenuto solo da specifiche filiere, l’anno trascorso mette in luce le fragilità strutturali di un mercato interno poco dinamico e l’affaticamento di comparti tradizionali strategici — come il sistema moda, la mobilità e il lapideo lavorato. Per il 2026 le prospettive restano fortemente condizionate dalle tensioni internazionali, dall’instabilità legata ai dazi commerciali e dai rincari energetici; fattori d’incertezza che rischiano di impattare sul territorio proprio mentre il tessuto delle micro e piccole imprese è chiamato ad accelerare gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione energetica.

A queste complessità si aggiungono le delicate sfide sul fronte del credito e del lavoro. Accanto a una sostanziale tenuta della raccolta bancaria, persistono infatti criticità nell’accesso al credito produttivo, soprattutto per le micro e piccole imprese, più esposte agli effetti dell’aumento del costo del denaro e di una maggiore selettività finanziaria, con una contrazione degli impieghi in alcuni comparti. Per quanto riguarda l’occupazione, si conferma elevato e strutturale il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, accompagnato da picchi di sofferenza legati al ricorso alla cassa integrazione in specifiche filiere tradizionali.

«Il Rapporto che presentiamo oggi – ha dichiarato Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – non è soltanto una fotografia economica del territorio, ma uno strumento di lettura e interpretazione utile per comprendere le trasformazioni in atto e orientare le scelte future. Oggi più che mai il tema del credito assume una valenza strategicaperché senza adeguate risorse finanziarie diventa difficile investire, innovare e rafforzare la competitività delle imprese. Il rischio, in un contesto caratterizzato da inflazione, tensioni internazionali e possibili irrigidimenti della politica monetaria, è che proprio le realtà più piccole restino escluse dai percorsi di crescita e trasformazione. Capire i cambiamenti quindi non basta, servono strumenti concreti, dialogo tra sistema bancario ed imprese, nuove soluzioni capaci di accompagnare lo sviluppo del territorio per sostenere investimenti, innovazione e competitività».

Nel 2025 l’economia della provincia di Massa-Carrara è cresciuta dello 0,7%, sopra la media toscana (+0,6%) e nazionale (+0,5%), con un PIL pari al 17% dell’Area Toscana Nord-Ovest. La dinamica è stata sostenuta dalle costruzioni (+6,8%) e dall’industria (+0,4%), che ha recuperato il calo del 2024. Più debole il quadro per servizi (+0,1%) e agricoltura (-5,4%). La produzione manifatturiera ha chiuso il 2025 in crescita dello 0,8%, sostenuta da lapideo e metalmeccanica.

La provincia ha superato per la prima volta i 3 miliardi di export (+50,4%), un risultato straordinario condizionato favorevolmente dalle tempistiche di fatturazione e consegna tipiche della meccanica e della nautica, mentre hanno chiuso l’anno in flessione il lapideo lavorato e il materiale grezzo. In calo le importazioni (-7,9%), attestate a 952 milioni di euro in valore. Il credito ha mostrato segnali di ripresa, con gli impieghi vivi saliti a 3,5 miliardi di euro (+2,1%), ma per le imprese (+0,4%) la crescita è risultata polarizzata sul manifatturiero (+12,1%), mentre è proseguita la contrazione di costruzioni (-7,6%) e servizi (-4,7%). Ancora in difficoltà le realtà minori, con il credito alle imprese sotto i 20 addetti calato del 7,6%. Ha registrato un miglioramento il tasso di deterioramento, sceso all’1,19%, mentre gli sportelli bancari si sono ridotti a 63 (-4).

Nel mercato del lavoro, gli occupati sono scesi a 78,4 mila unità (-2,9%) e il tasso di disoccupazione è salito all’8% (dal 6,2% del 2024). Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro si è confermato elevato e stabile (51%), mentre la Cassa Integrazione Guadagni si è ridotta del 9,1%. Il tessuto imprenditoriale è rimasto stabile (+0,1%), con un numero di imprese attestato a 20.685, in crescita le sole società di capitale (+1,9%) e in riduzione le imprese under 35 (-1,7%). Nel commercio, le vendite sono cresciute dello 0,9% in valore, ma calate dello 0,7% in termini reali, con le piccole superfici che continuano a mostrare le maggiori criticità. Il turismo ha mostrato stabilità, con 294 mila arrivi ufficiali (+4,1%) e circa 1,07 milioni di presenze (stabili), sostenuto dalla componente straniera (+3,1%) e dal dinamismo della Lunigiana (+14,3%), a fronte di una flessione della Riviera apuana (-1,4%). Sostanziale stabilità per i traffici dal Porto di Marina di Carrara (4,83 milioni di tonnellate nel 2025).

Condividi l'articolo