Torna per la sua quinta edizione dal 17 al 19 luglio in piazza Gramsci ‘Carrara incontra l’Africa’.Tre giorni di musica, arte, incontri, laboratori e sapori per costruire comunità attraverso il dialogo interculturale. L’inaugurazione è in programma venerdì 17 luglio alle 18 in piazza Gramsci.
Dal 17 al 19 luglio Piazza Gramsci ospiterà la quinta edizione di “Carrara incontra Africa”, il festival dedicato all’incontro tra culture, promosso dall’APS Voce Africana Giovani e Solidali in collaborazione con il Comune di Carrara, le Pro Loco di Carrara e Tarnone Fantiscritti, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e il contributo della rete associativa del territorio.
Il tema scelto per questa edizione è “Hèré – Pace” , parola che nella lingua bambara, una delle più diffuse dell’Africa occidentale, significa appunto “pace”. Un tema quanto mai attuale in un periodo storico segnato da conflitti, divisioni e crescenti tensioni sociali. Attraverso la cultura, l’arte e la partecipazione, il festival intende offrire uno spazio di confronto e conoscenzareciproca, promuovendo una società più aperta, inclusiva e consapevole.
«La pace non è un concetto astratto – spiegano gli organizzatori – ma una pratica quotidiana fatta di ascolto, dialogo e riconoscimento reciproco. Con questa edizione vogliamo creare occasioni concrete di incontro tra persone, storie e culture diverse, valorizzando il contributo che le comunità di origine africana offrono ogni giorno al nostro territorio».
Tra le principali novità del 2026 vi sarà la realizzazione di un grande Baobab, simbolo della tradizione e della memoria collettiva africana. L’opera nascerà dalla collaborazione tra artisti, artigiani locali e studenti del Liceo Artistico “Artemisia Gentileschi” e diventerà il cuore simbolico della manifestazione. Attorno al Baobab prenderanno vita racconti, attivitàpartecipative e momenti dedicati alla scoperta della tradizione orale africana e della figura del griot, custode della memoria e delle storie delle comunità.
Durante le giornate di sabato e domenica la piazza sarà animata da laboratori di danza e percussioni africane, attività artistiche, giochi e iniziative aperte a persone di tutte le età, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di incontro, creatività e partecipazione. Le serate saranno dedicate alle storie e alle esperienze delle persone che vivono la diaspora africana e che hanno scelto l’Italia come luogo in cui costruire il proprio futuro. Testimonianze, racconti e momenti di confronto offriranno uno sguardo autentico sulle sfide, le speranze e i percorsi di integrazione che caratterizzano molte delle comunità presenti sul territorio.
Ad aprire il festival sarà “La magia della monotonia”, progetto artistico di Stefanie Oberneder e Moustapha Zam Dembélé, nato proprio dall’esperienza di Carrara incontra Africa 2025. La performance, costruita attorno a sculture sonore interattive, coinvolgerà direttamente il pubblico in un’esperienza collettiva di ascolto e partecipazione. A seguire si esibiranno Moustapha Zam Dembélé e il trio Feti di Pietra, protagonisti di un originale dialogo tra sonorità tradizionali dell’Africa occidentale, jazz contemporaneo ed elettronica.
Il sabato propone un laboratorio di sculture sonore la mattina, il pomeriggio la possibilità di conoscere la danza africana con Giulia Simonetti e Giuseppe Montanaro alle percussioni. La serata sarà dedicata ai ritmi tribali africani con una grande jam session che riunirà musicisti e strumenti della tradizione, tra cui balafon, kora, ngoni, tamà e djembe, in un coinvolgenteviaggio musicale capace di far ballare anche i più timidi. Ovviamente ci sarà anche la tradizionale sfilata di moda africana. “L’afrique c’est chic” , in quale modelle e modelli non professionisti ci presentano i meravigliosi tessuti di cotone lavorato a mano.
La serata conclusiva sarà invece dedicata alle seconde e terze generazioni, con una sfilata di moda africana tra tradizione e contemporaneità, seguita da un evento musicale che vedràprotagonisti alcuni artisti della scena rap e hip hop locale, a cura del collettivo Muretto Fortitudo.
Come da tradizione, il festival sarà anche un’occasione per scoprire i sapori dell’Africa occidentale e del territorio carrarino. Ogni sera saranno proposti piatti tipici del Sahel e specialità locali, con opzioni vegetariane, vegane e senza glutine, in un percorso gastronomico che riflette lo spirito stesso della manifestazione: l’incontro tra culture diverse che dialogano e si arricchiscono reciprocamente.

