Il mudaC è stata la suggestiva scenografia della performance di Maria Violante Caburlotto, in arte Violantedanza, ballerina e Maurizio Fruzzetti, Maestro d’Arte e bodypainter professionista. La performance dal titolo ‘L’Anima del Marmo’ è stata un omaggio al marmo di Carrara, all’arte e alla memoria. Per l’occasione una statuta di marmo di Carrara ha preso vita all’interno del mudaC.
E’ stata Maria Violante Caburlotto, ballerina di danza classica, conosciuta sui social come Violantedanza, a interpretare una statua di marmo che riesce a liberare l’anima e a farla danzare curiosa tra le sale del museo, per i corridoi (talvolta mimetizzandosi con i marmi del luogo) e dialogare con le opere.
È questa la suggestione di “L’Anima nel Marmo: il corpo che diventa archivio”, la performance site-specific che ha portato un pubblico privato in un viaggio emozionale tra materia e movimento, tra memoria e innovazione. Un viaggio che inizia con il risveglio di una statua e che dà vita all’anima del marmo, contestualizzata in un’opera del 1957, a partire dalla collezione storica, per spaziare poi in quella contemporanea dalla quale “acquisirne colori e forme”.
Dalla fotografia alla scultura opera dopo opera l’anima del marmo si fa sempre più viva e libera di esprimere la propria essenza. Marmo disegnato, commistione di materiali, colori materici e forme diventano una seconda pelle che renderanno il corpo di Violante Caburlotto un archivio di memorie artistiche. Fino ad arrivare all’oggi nella sala delle mostre temporanee per un dialogo artistico di commistione con le opere di Vincenzo Marsiglia. Un viaggio in nove tappe. Il numero 9 rappresenta il completamento di un ciclo, la somma di tutte le energie dei numeri precedenti, ed essendo l’ultimo numero a cifra singola è considerato la “porta” verso l’infinito e simboleggia un processo di cambiamento e trasformazione.
Un viaggio nell’arte che incontra l’arte e con essa si fonde in un nuovi linguaggi.
Protagonisti della performance Violantedanza e Maurizio Fruzzetti in un processo performativo che vede unite le due arti, tra contaminazione di linguaggi e movimenti. Elemento di connessione il colore, simbolo dell’arte, delle opere e della nuova visione del Museo. Un incontro tra arte, danza e innovazione che diventa manifesto di un nuovo modo di raccontare la memoria del territorio. Un progetto che unisce patrimonio culturale, creatività e visione contemporanea.
L’organizzazione ringrazia profondamente il Comune di Carrara, e in particolare modo le Assessore Gea Dazzi e Lara Benfatto per la disponibilità dimostrata.